il senso del viaggio

scritto da Stefano Cardarelli
Scritto 4 mesi fa • Pubblicato 4 mesi fa • Revisionato 4 mesi fa
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Autore del testo Stefano Cardarelli

Testo: il senso del viaggio
di Stefano Cardarelli

Ci siamo … manca poco a San Pietro, sei a La Storta davanti alla chiesetta della Visione, se ci fosse con te Sigerico ti avrebbe parlato della seconda submansio del suo viaggio di ritorno, a quei tempi si sarebbe chiamata Johannis VIIII, ti saresti trovato in un orizzonte di campagna e case sparute, con strade polverose e con Romei stanchi, adesso si ritorna nell’immaginario di ogni Pellegrino, gli ultimi chilometri prima di inginocchiarsi davanti alla Santa Basilica.
Per essere una giornata d’Autunno l’aria è fresca tirata a lucido da venti di tramontana, ti guardi intorno le macchine cominciano a prendere possesso delle strade di Roma, l’ultimo sguardo alla piccola chiesina, prendi il tuo zaino e il tuo bordone, e cominci il tuo viaggio verso la Città eterna.
Mentre procedi … gli automobilisti prima distratti dalla monotonia del traffico, cercano il tuo sguardo come per accompagnarti, i più curiosi sono i bambini che ti gridano quale sia la tua metà, e alla tua risposta “San Pietro” elevano un oohhh di stupore.
La vecchia Cassia ti accompagna distrattamente, guardi la campagna che cinge la strada, si sta colorando d’autunno, i tuoi passi si misurano con il nascente sole, i suoi tiepidi raggi riscaldano il tuo cuore, mentre la tramontana allontana l’ultima incertezza
Il lento camminare, ti permette di guardare i palazzi colonici testimoni muti dell’avanzare della città oltre le sue periferie, finalmente un segnale ti avverte che stai entrando nella Variante verde della Francigena Nord, la Riserva dell’Insugherata.
Segui la strada, il sentiero costeggia il fosso dell’Acqua Traversa, cominci a sentire la voce della natura, i palazzi cominciano a dileguarsi inghiottiti dalle chiome degli alberi, in lontananza si ode il belare di un gregge, la dimensione spirituale del pellegrino comincia a farsi cornice, sulla sabbia che si stende sul fondovalle ci sono le impronte di scarponi, testimonianze tangibili del passare dei viandanti, all’improvviso si apre la valle, il cuore si fa meraviglia, ti stendi al sole e mitighi la tua stanchezza, pensi al tuo viaggio, scorri le immagini … ritornano i volti, gli abbracci, i sorrisi, gli alberi, e le colline e tutto ti sembra un disegno di Dio, ti tiri su, segui le ultime indicazioni ed esci dall’incanto verde, la periferia riprende il disegno della città e del viaggio dell’uomo.
Ed ecco … sei tornato sulla via Trionfale, le macchine e le persone riprendono il posto di alberi e prati … ti sfiorano, non riescono a immaginare il tuo viaggio e la tua conquista, tu uomo, che cammini e sfidi lo stress del vivere quotidiano, ma in cuor tuo sai che questa dimensione umana col tempo risveglierà gli animi pigri e i passi stanchi, avanzi … fiero, e il tuo incidere è un trionfo verso la meta.
Sei arrivato sulla collina di Monte Mario … Mons Gaudi, e provi la stessa gioia immensa di tutti i pellegrini, il tuo sogno è lì davanti a te.
Nei tuoi occhi c’è la cupola di San Pietro, manca poco per l’ultimo sforzo, sfiori la chiesa di San Lazzaro in Borgo, piccolo gioiello di stile romanico inghiottito dalla città, procedi per il quartiere Prati, oltrepassi Porta Angelica ti fai avanti tra un mare di turisti frenetici, ti lasci alle spalle l’abbraccio del colonnato, la piazza è tua, t’inginocchi baci il basolato, le lacrime scendono copiose dal viso, tutto sparisce, paura, fatica, rimane solo un senso di dolce nostalgia, il cuore si stringe fino a farti male per l’emozione … 
Ti appoggi all’obelisco che taglia la fine del giorno, adesso ti rialzi barcollante, le lacrime continuano a rigarti il rosso viso, ti levi gli esausti scarponi che guardano la basilica, poi alzi le mani come per abbracciare il cielo, il vascello del sole si avvia verso il tramonto, sta scendendo dolcemente la sera che colorerà di poesia la città … hai deciso di aspettare le stelle. Frughi tra i tuoi pensieri, adesso hai dentro il senso del viaggio … ma soprattutto hai ritrovato te stesso.

il senso del viaggio testo di Stefano Cardarelli
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